Magico Pinocchio

1 commento
  1. Andrea
    Andrea dice:

    De Le avventure di Pinocchio
    sono impressionato non tanto dall’analogia con il dramma della mia vita, ma soprattutto dalla semplicità con cui viene rappresentato proprio scenicamente l’essenza del processo conoscitivo umano.
    Riprendendo fin dall’inizio il racconto, entrando nella bottega di Mastro Ciliegia, mi impatto subito con il suo tentativo di manipolare un tocco di legno e la sua reazione di smarrimento fino al terrore nel sentire una vocina e non vedere alcun essere umano, inconsueto per la sua esperienza di falegname. E ancor più mi impressiona la sua testardaggine nel restare ancorato alla sua aspettativa(alias pregiudizio radicato) al costo di adottare un metodo di giustificazione del tutto ridicolo(cercare un uomo nel tocco di legno, o aprire scaffali che sono sempre stati chiusi,…) fino alla sfiducia in se stesso, nella sua capacità di capire cosa sta accadendo(“ho le allucinazioni…”). Questo è la difesa ad oltranza di una visione del mondo che non considera il nuovo fatto che si impone nella realtà: una vocina che esce dal tocco di legno!! Il fatto nuovo, sebbene sia una singolarità, viene scartato con violenza in quanto non si concilia con il precostituito insieme di fatti già noti a Mastro Ciliegia.
    Ma ecco che irrompe sulla scena Mastro Geppetto bussando alla bottega di Mastro Ciliegia in cerca di un tocco di legno. Cerca e chiede, coinvolgendosi in una simpatica baruffa, e finalmente ottiene il tocco di legno. Perché? Si era appena accorto e reso consapevole di un suo bisogno, d’improvviso, come piovuto del cielo, quasi un dono di grazia, libero, gratuito, di voler costruire un burattino e girare il mondo! Ecco il suo bisogno lo apre affettivamente al nuovo, lo rende ricettivo della novità che si imporrà a breve alla sua attenzione: nella sua bottega il tocco di legno potrà così manifestare tutta intera la sua singolarità reale, muovere occhi appena dipinti sul legno e le gambe appena attaccate al tronchetto, senza alcuno scandalo da parte di Mastro Geppetto.
    Il fatto nuovo ed eccezionale si riconosce, diviene conoscenza, in quanto corrisponde ad un bisogno che urge nella carne di un uomo e genera un burattino parlante.
    Questo è anche il moderno processo di innovazione.
    P.S. nel mio ambiente di lavoro la scena iniziale con Mastro Ciliegia e Mastro Geppetto l’ho proposta nel Luglio 2015 come simpatica scenetta : al centro un semplice e rozzo tocco di legno e due colleghi che mimavano i primi 2 capitoli che io letteralmente leggevo fuori scena.

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