Vivere l’avventura della vita avendo Dante come compagno di viaggio

di Roberto Persico per “Il Foglio”

Anni Sessanta, provincia bergamasca. Dario e Clementina hanno dieci figli. Lui, meccanico, si è ammalato di sclerosi multipla, e ha trovato posto come bidello alla scuola comunale. Lei, ovviamente, bada alla famiglia. Vivono di debiti e di carità, e di una fede semplice e profonda che permette loro di essere lieti anche nelle tribolazioni. E i figli, come allora si usava, appena possibile vanno almeno d’estate a lavorare per dare una mano. Così, alla fine della prima media, Franco trova impiego in una drogheria di Bergamo. Vive lì dal lunedì al sabato, ospite di una parente; il lavoro è duro, la separazione pesa, lui cerca di scrivere a casa qualche cosa che dica la fatica che vive, ma le parole sono sempre inadeguate. Una sera, dopo l’orario di chiusura, arriva il camion delle bibite, e tocca ricominciare. E lì, mentre sale e scende le scale dello scantinato portando sfinito casse d’acqua e di vino, a Franco tornano in mente tre versi che ha imparato a scuola: “Tu proverai sì come sa di sale/lo pane altrui, e come è duro calle/lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale”. E’ una folgorazione: “Ma come? – si dice – Io non trovo le parole per dire quello che provo, e un uomo di settecento anni fa lo racconta con tanta precisione…”

Tornato a scuola, negli anni successivi divora Purgatorio e Paradiso e tutta la letteratura che incontra, e alla fine della terza media giura nelle mani della sua professoressa che diventerà insegnante di italiano. Non sarà così facile. Inizia il liceo nel ’69 e subisce, come tutti, il fascino del Sessantotto. La tradizione religiosa ricevuta non dice più niente, la scuola non risponde alle inquietudini, le necessità della famiglia crescono: dopo un paio d’anni lascia lo studio e va a lavorare. Nel frattempo Angelo, il primo dei dieci fratelli, ha lasciato il seminario e milita in qualche sigla della sinistra dell’epoca, mentre una sorella ha cominciato a frequentare i gruppi della nascente Comunione e Liberazione. Franco la deride. Ma una sera a casa Nembrini viene a cena don Giussani. E qualche tempo dopo arrivano dal prete brianzolo due libri in regalo per Angelo. Non sono di argomento religioso, ma di lotta politica. E Franco comincia a chiedersi chi sia questo prete che non vuole convincere gli altri, ma sfidarli ad andare fuino in fondo alle proprie posizioni. Comincia anche lui a frequentare CL, si incuriosisce, si appassiona. Torna sui libri, ma non c’è tempo da perdere: in pochi mesi, aiutato da una manciata di amici, si si prepara per dare da privatista la maturità magistrale. Diplomato, si iscrive all’università, ma la vita incalza: comincia a insegnare religione, guida la comunità di CL di Bergamo, si sposa. E’ don Giussani che a un certo punto lo richiama: guarda che ti devi laureare. Obbedisce. E finalmente – siamo ormai nel 1983 – può mantenere il suo giuramento: supera il concorso e diventa insegnante di italiano nelle scuole superiori. E la “Divina Commedia” è il suo cavallo di battaglia.

Non pensava però che le sue lezioni sarebbero uscite dalla cerchia dei suoi studenti. Ma una sera uno dei quattro figli, in vista di un’interrogazione su Dante, lo rimprovera bonariamente: “Papà, tu parli di Dante a tutti, ma a noi non hai mai detto niente”. Detto fatto, la domenica seguente si siedono intorno a un tavolo a parlar di Dante Franco, un paio di figli e un paio di amici dei figli; e di domenica sera in domenica sera la cerchia si allarga, fino a superare le duecento persone. Qualche mamma, incuriosita da questi figli entusiasti di Dante, chiede a Franco di spiegarlo anche a loro. Nasce così un primo ciclo di incontri, i cui testi diventano un libro; il libro circola, cominciano a chiamarlo in giro per l’Italia e non solo. Per farla breve, a un certo punto – siamo ormai al 2012 – approda anche a Roma. Ha successo, le conferenze si moltiplicano, la voce di questo strano professore bergamasco che riempie chiese e teatri della Capitale arriva fino alle orecchie di TV 2000, che gli affida una serie di trasmissioni, dal successo inaspettato per un format di questo tipo. E l’eco del successo arriva sulle scrivanie di Garzanti: nasce così “In cammino con Dante”, in libreria in questi giorni. Con l’umile ambizione – dice Franco – di offrire a tutti quel che ha sempre fatto con i suoi ragazzi: proporre Dante come compagno di viaggio per chiunque voglia vivere da uomo l’avventura della vita.

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